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Diego, il leader della Curva Nord, che in questi giorni è stato ricordato da molte curve italiane, è stato dichiarato fuori pericolo. Ha lottato e sta lottando ancora per rimettersi in piedi. Ha lottato a denti stretti, ma non si è mai sentito solo e per questo avverte il bisogno di dire grazie a chi gli è sempre stato vicino. Diego Piccinelli, il simbolo della Curva Nord, un paio di settimane fa ... vittima di un incidente sul lavoro che ha rischiato di togliergli la vita, è «fuori pericolo». L’altro ieri i medici hanno sciolto la prognosi, e adesso Diego ringrazia chi gli è stato vicino in questi giorni di sofferenza. «Il 14 settembre scorso - ricorda - sono stato vittima di un grave incidente sul lavoro. Ho saputo che moltissime persone si sono preoccupate per me. Il 28 settembre i medici che mi hanno operato alla Poliambulanza hanno sciolto la prognosi, dichiarandomi fuori pericolo. I tempi del mio recupero saranno lunghi, ma ciò che conta è che io sia salvo. Per questo mi sento in dovere di ringraziare con tutto il cuore gli operatori dell’ambulanza che mi hanno trasportato all’ospedale e mi hanno prestato i primi determinanti soccorsi, unitamente ai miei compagni di lavoro; i medici che mi hanno operato; gli anestesisti; gli infermieri e tutto lo staff della terapia intensiva polifunzionale dove sono stato ricoverato per nove lunghissimi giorni. E ringrazio tutto lo staff della chirurgia generale, dove sono tuttora ricoverato». Diego Piccinelli ringrazia la stampa, la società Brescia Calcio («Mi è stata molto vicina insieme alla squadra»), tutti gli amici e i conoscenti «che sono venuti in ospedale a chiedere notizie sulla mia salute». Ringrazia i ragazzi della Curva Sud («mi hanno dato il loro sostegno») e tutti gli ultras d’Italia (anche quelli «nemici») che hanno dimostrato solidarietà. Ringrazia la sua compagna, Milva Cerveni, e l’intera famiglia, compresi ovviamente i ragazzi della Nord. «La mia speranza è di tornare presto fra loro» assicura Diego, che non ha mai smesso di pensare al Brescia e non vede l’ora di tornare sul campo.
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