|
Approvate nuove norme in consiglio dei Ministri. Giro di vite per chi invade e per chi lancia oggetti in campo (tratto da: www.corriere.com)
Nuovo giro di vite del governo contro la piaga della violenza negli stadi, a poche settimane dall'avvio dei campionati di calcio. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che prevede un inasprimento delle sanzioni e che integra i provvedimenti già presi alla fine della scorsa stagione. A giugno erano state varate norme riguardanti, tra l'altro, l'introduzione dei biglietti nominativi elettronici e della videosorveglianza, sul modello inglese. Le norme approvate ieri, su proposta del presidente del Consiglio Berlusconi e del ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione, prevedono pene più dure per lancio di oggetti e invasione di campo, quando questi episodi compromettano il regolare svolgimento della partita. Gli "steward" che prestano assistenza ai tifosi all'interno dello stadio, durante le manifestazioni sportive, saranno equiparati a incaricati di pubblico servizio, con la possibilità dunque di applicare le stesse pene previste per chi commette reati nei confronti di un pubblico ufficiale. Infine è previsto il divieto di accedere negli impianti stranieri per i tifosi italiani diffidati e viceversa, i tifosi stranieri diffidati nel loro Paese non potranno entrare negli stadi italiani. Il decreto approvato ieri adegua le norme italiane in materia agli obblighi europei, e istituisce presso il ministero dell'Interno l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. L'Osservatorio avrà il compito di "monitorare i fenomeni di violenza e intolleranza" e promuovere la tutela di spettatori e forze dell'ordine. Il decreto approvato ieri ha l'obiettivo di rendere più dura la vita agli pseudo tifosi che vanno allo stadio ogni domenica solo per sfogare la loro violenza, e che hanno fatto fare nell'ultimo anno diverse bruttissime figure anche in competizioni internazionali alle società sportive italiane. E mentre il presidente della Federcalcio Franco Carraro si dice «convinto che queste misure risulteranno utili ed efficaci», le nuove norme incontrano però le critiche dell'opposizione, attraverso le parole di Vincenzo Siniscalchi (ds), primo firmatario di una proposta di legge sul fenomeno: «Non bastano rattoppi di stampo prevalentemente sanzionatorio per legiferare in modo organico in questa materia». Per Siniscalchi il decreto «emergenziale avrebbe potuto essere sostituito da una normativa organica approvata in Parlamento con il contributo e l'arricchimento di tutti i partiti».
|