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03/03/2003 - Resoconto Pompea NAPOLI - Benetton Treviso
In una domenica vissuta da ostaggio del calcio moderno, (la mia squadra, il Calcio Napoli è protagonista del posticipo del lunedì contro il Bari) in compagnia di due amici decido di assistere all'atteso match tra Pompea e Benetton. La partita è l'occasione per conoscere da vicino la realtà del tifo partenopeo nel mondo del basket. Arrivo a Monteruscello alle 16.30, 2 ore circa prima dell'inizio della gara. Alle porte d'ingresso c'è tanta gente, il pubblico delle grandi occasioni è accorso a incitare la squadra partenopea. Mentre si è in attesa di entrare, disordinate file con gente ammassata, i ragazzi dei due gruppi (Old Fans 82 e Vecchi Sioux 93) sono già all'interno a preparare gli striscioni da mostrare. Dopo lunga attesa le porte d'ingresso vengono aperte sotto il coro "Vergogna" alzatosi dai tifosi in attesa (che disorganizzazione, perché attendere fino ad un'ora prima della gara e far ammassare la gente?).
Si entra e vado a salutare un esponente degli Old Fans 82 (da visitare il loro sito www.ofc82.it) che mi invita a rimanere nel suo gruppo per assistere alla partita. Colgo l'occasione per scambiare due chiacchiere sull'attuale situazione della tifoseria, mi viene raccontato dell'episodio che ha visto protagonista a Forlì Penberthy e Bulleri con quest'ultimo beccato dal pubblico locale in diverse occasioni. I tifosi ospiti non arrivano e il settore a loro assegnato viene occupato dai tifosi partenopei. Che delusione i trevigiani, nemmeno uno a portare lo striscione del gruppo al seguito della squadra campione d'Italia in carica e soprattutto prima in classifica nell'attuale campionato.
Con le squadre in campo a fare riscaldamento, gli Old Fans 82 regalano una tshirt bianca al pivot Andersen (numero 18) che prima la indossa sopra alla divisa da gioco, poi si toglie la canotta e la mette come prima maglia portando i suoi tifosi al settimo cielo.
La gara sta per iniziare e dalla curva vengono alzati i primi striscioni, il più significato "Presidente non mollare" riferito al presidente azzurro Maione protagonista di un braccio di ferro con l'Amministrazione comunale per la realizzazione della nuova tendo-struttura.
Le squadre in campo vengono presentate dallo speaker e i campioni della Benetton vengono accolti con fischi assordanti, c'è un po’ di rabbia dopo la sconfitta delle final eight di Forlì per la Coppa Italia, in cui i trevigiani hanno vinto per 10 punti dopo una gara equilibrata. La partita ha inizio con il nuovo arrivato Torres non schierato nel quintetto base, mentre tra gli ospiti risultano assente a referto Marconato e Calabria. La Benetton parte a razzo con l'imprendibile americano Edney (alla fine del secondo quarto ha realizzato 21 punti con percentuali 9/10 da due e un tiro da tre da circa 9 metri sul finale del primo quarto) la Pompea mostra un po’ in imbarazzo in difesa con Andersen nervoso e subito autore di 3 falli, e Colon mai entrato in partita e a tratti evanescente. All'inizio del 3 quarto gli OFC 82 mostrano uno striscione a difesa di Jones (squalificato per 6 mesi per doping) "A Jones 6 mesi per una canna, quanti anni a Sapei ?!?!"
La gara si rende più entusiasmante grazie ad una rimonta con sorpasso da parte dei napoletani che riescono a condurre anche di 4 punti grazie alle giocate di Greer e Penberthy. Nel gruppetto dei giornalisti viene riconosciuto, Paolo Del Genio, nei suoi confronti si alzano cori di insulti per qualche sua dichiarazione.
In questo momento il palazzetto è una bolgia, ma la grande personalità della Benetton viene fuori, 4 triple consecutive di Nicola che permettono di ritornare in testa con la gara. Gara tirata che viene chiusa definitivamente dalla tripla di Langdon. La partita è persa, c'è la superiorità della Benetton, ma anche qualche decisione arbitrale dubbia con irregolarità fischiate contro e non a favore.
Nell'ultimo minuto finale, con la gara che volge al termine il pubblico delle tribune lascia il palazzetto mandando su tutte le furie gli ultras della curva. Partono cori contro, c'è delusione per questo comportamento alquanto discutibile.

I 2 gruppi ultras si sono dati da fare, sono pochi in realtà gli appartenenti al gruppo, si cerca di fare del meglio, ma sotto il profilo canoro possono e devono fare di più.
Spesso si cerca di creare cori solo vocali senza il suono del tamburo, ma l'effetto udito non è dei migliori. Dovrebbero staccarsi dall'idea del tifo dello stadio, nel palazzetto va seguito un diverso modo di tifare, ritmo e baccano per farlo rimbombare nella struttura.
Gli Old Fans rappresentano il ceppo storico del tifoso del Napoli Basket, gli appartenenti sono gente adulta molto affiatata. I vecchi Sioux sono gli eredi del gruppo che seguiva il Puteoli Basket (società di Pozzuoli) mostrano lo striscione solo all'inizio del terzo quarto, i loro massimi esponenti si rendono protagonisti di un comportamento non da ultras (rapporti con le forze dell'ordine, gestione di favore dell'afflusso di entrata) gente che fa male al movimento ultras. All'interno del gruppo figurano tanti ragazzi giovani, qualcuno indossa la maglia sociale della squadra (a rafforzare l'ipotesi di rapporti con la società). Nel gruppo figurano diversi leader, manca l'armonia e il rispetto dei ruoli, si litiga anche per il lancio dei cori.

Comunque l'impressione finale è positiva, si canta per tutta la partita (e anche dopo) a dimostrazione dell'attaccamento alla maglia azzurra.

Una domenica trascorsa tra amici a sostenere una realtà vincente dello sport partenopeo.

     
Autore:Giovanni, ultras partenopeo

 

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