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06/10/2003 - La repressione in  Irlanda
Approfitto di questo spazio a servizio degli ULTRAS per riportare alcuni
brani di un libro appena letto, Un giorno della mia vita, di Bobby Sands,
ribelle repubblicano e cattolico dell'Irlanda.
Nella speranza che i giovani ribelli gradiscano questa breve lettura, mi
auguro migliore di tante pseudo notizie, finora pubblicate e riferite a
questo calcio sempre più moderno e sempre più lontano dal vecchio sport, di
cui siamo ancora, nostalgicamente, innamorati e che ci lega ancora a questo
squallido teatrino.
I colpevoli di tutto sono i potenti ed i corrotti, che continuano ad
apparire con la loro faccia tosta e senza vergogna (nemmeno davanti ai tanti
scandali), dopo aver dilapidato un patrimonio artistico e sociale del nostro
paese.
Pronti a combattere e reprimere, con foga ed unità d'intenti, i ragazzi
delle curve, unici ad opporsi al degrado odierno.
Spero che le sottostanti parole di lotta (sebbene per motivi più gravi ed
importanti), risveglino il sano fervore, in attesa di un nuovo campionato in
cui prevalga l'unità di lotta del movimento ULTRAS, a scapito delle
divisioni che favoriscono i nostri veri nemici (POLITICI CORROTTI,
GIORNALISTI TERRORISTI, PRESIDENTI PAPPONI E FORZE DELL'ORD.INE
INCOMPETENTI).

Nel 1922 all'indomani della divisione dell'Irlanda, furono introdotte le
"leggi speciali" (special power act) che rimasero in vigore per 50 anni e
conferirono alla polizia poteri eccezionali:
-arrestare senza mandato.
-imprigionare senza accusa né processo e rifiutare il ricorso alla corte di
giustizia.
-perquisire le abitazioni senza mandato, sia di giorno che di notte.
-dichiarare il coprifuoco  e vietare riunioni, cortei e manifestazioni.
-consentire la flagellazione come punizione.
-commettere qualsiasi atto anche in contrasto con i diritti alla proprietà
privata.
-impedire l'apertura di un'inchiesta dopo la morte di un prigioniero.
-vietare la diffusione di particolari giornali.
-arrestare chiunque agisse in maniera premeditata "per portare pericolo alla
conservazione della pace e al mantenimento dell'ordine pubblico in Irlanda
del Nord.

Dal 1978 sono entrati a far parte dell'armamentario effettivo della polizia
e dell'esercito, i proiettili di plastica (cilindri lunghi 9.9 cm, una volta
sparati raggiungono la velocità di 250 Km/h).
Fino al 1996 le vittime di tali strumenti sono 14.
I proiettili vengono sparati esclusivamente nelle aree cattoliche, la metà
delle vittime ha meno di 15 anni!
I proiettili di plastica dovrebbero essere sparati solo nelle situazioni di
emergenza, per disperdere la folla o quando ci sono incidenti.
Eppure la maggioranza delle vittime non si trovava in tali condizioni,
emblematico è il caso di Carol Ann Kelly, 12 anni, colpita alla testa ed al
volto mentre rientrava a casa dopo essere andata a comprare il latte.!
Ad oggi i feriti che hanno riportato fratture, paralisi parziali,
menomazioni, disturbi alla vista e cecità, sfiguramento permanente del
volto, sono centinaia.
In base alle norme che regolano l'uso, i proiettili dovrebbero essere fatti
rimbalzare per terra e colpire al di sotto della vita.
Ma l'alta percentuale dei feriti alla testa sta ad indicare la tendenza, da
parte delle forze dell'ordine, di sparare direttamente alle parti del corpo
interessate (testa e corpo).
Inoltre la distanza minima a cui dovrebbero essere sparati (20 mt) non viene
rispettata, nel 1984 John Downwers fù colpito mortalmente al cuore da un
agente a due metri!!!
Sebbene durante il processo fossero state mostrate immagini e video a
riprova dell'accusa, l'agente fù assolto e dopo qualche tempo, promosso di
grado (fino ad oggi nessun agente è stato mai incriminato per aver ferito o
ucciso qualcuno con tali proiettili).
Nella domenica di sangue (bloody sunday) furono uccisi 14 civili (di cui 8
tra 17 e 20 anni) e feriti 10.
Alle 4.30 del mattino del 9 Agosto 1971, 342 nazionalisti furono prelevati
dalle loro case e arrestati senza mandato; 12 di essi furono condotti nel
centro d'interrogatorio di Palace Barreck a Belfast e sottoposti per giorni
a brutali trattamenti, divennero conosciuti come i guinea pigs (cavie).
La maggior parte delle persone arrestate risentì per tutta la vita dei
maltrattamenti subiti, alcuni (come Sean McKenna) morirono prematuramente.
La commissione di giustizia nel 1976 definì le cinque tecniche
d'interrogatorio utilizzate dalla polizia, "trattamento disumano e di
tortura", in aperta violazione ai principi della convenzione europea dei
diritti umani.
Nel 1977 un'inchiesta di Amnesty International confermò con molti dettagli
le brutalità commesse.
Nel 1972 il governo inglese introdusse nuove "leggi speciali" (emergency
provision):
- ampi poteri di arresto e perquisizioni per la polizia.
- Il prolungamento di fermo fino a 72 ore, senza obbligo di fornire alcuna
giustificazione agli organi giudiziari.
- La presunzione di colpevolezza in caso di possesso di armi.

Nel 1976 Kieran Nugent, un ragazzo di 18 anni fu il primo prigioniero
repubblicano al quale fu negato lo status di politico, rifiutandosi di
indossare l'uniforme carceraria, fu posto nudo in cella d'isolamento, con
una sola coperta per coprirsi (da qui l'origine della frase on the blanket).
I blanket man venivano chiusi nelle loro celle per 23 ore al giorno, i
pestaggi da parte delle guardie erano continui.
Alla fine del 1978 i prigionieri si rifiutarono di andare alle docce a
lavarsi (no wash protest), per evitare di esporsi alle violenze dei
secondini, che li aggredivano brutalmente appena uscivano dalle celle.
Le guardie a loro volta reagirono, rifiutandosi di rimuovere i buglioli e
svuotandoli sul pavimento delle celle, i detenuti erano così costretti a
convivere con urina escrementi e rifiuti.
Per disfarsene, oltre a spalmarli sui muri, li gettavano dalle finestre, ma
gli agenti con speciali tute, dai cortili antistanti i blocchi H, li
raccoglievano e li rigettavano all'interno, poi lavavano i muri con grosse
pompe che allagavano le celle.


Per concludere riporto un pensiero di Bobby Sands, vittima della repressione
inglese in IRLANDA, morto in seguito allo sciopero della fame proclamato dai
prigionieri cattolici, per far conoscere al mondo intero le condizioni in
cui versavano e per appoggiare la lotta di liberazione del POPOLO IRLANDESE.
"Non ho dubbi o rimpianti per quanto sto facendo, perché so che quello che
ho affrontato negli ultimi 8 anni e, in particolare, negli ultimi 4 e mezzo,
altri lo affronteranno, ragazzi e ragazze che vanno ancora a scuola, o il
piccolo Gerard o Kevin e migliaia di altri.
Non ci criminalizzeranno, non ci spoglieranno della nostra identità, non ci
ruberanno la nostra individualità, spolitizzandoci, come perfetti robot
conformi alle leggi.
Non riusciranno mai a bollare come criminale la nostra lotta di liberazione.
Mi meraviglio ancora (dopo tutte queste torture) della logica britannica.
Mai in otto secoli, sono riusciti a piegare lo spirito di un uomo che
volesse rimanere indomito.
Non sono riusciti a scoraggiare, conquistare, nemmeno a demoralizzare il mio
popolo, e neanche ci riusciranno mai.
Sarò un peccatore ma sono felice di sapere (e morirò sapendolo) che non
dovrò rispondere di quello che questa gente a fatto alla nostra antica
nazione.
Ma un giorno pagheranno per tutto questo!
Sento i chiurli volare sopra noi. Una cella solitaria, una lotta solitaria.
Ma, amico mio, questa strada è ben segnata, e chi, chiunque sia stato, l'ha
percorsa per primo, merita il saluto della nazione.
IO SONO UNO CHE L'HA SEGUITO. OICHE' MHAITH (BUONA NOTTE)

IN ONORE DI TUTTI QUELLI CHE COMBATTONO ARDITAMENTE PER GLI IDEALI IN CUI
CREDONO

dal libro la notte + lunga della repubblica di Baldoni e Provvisionato ed.
serarcangeli.

..."Dal numero di maggio-giugno 1978 di costruiamo l'azione:
Chiariamo la ns posizione nei confronti degli autonomi.
Questo gruppo è il primo della sx che abbia cominciato a muoversi in 1
ottica di tipo rivoluzionario.
Bisogna però dire che essi sono ancora legati ad 1 ideologia (marxismo)
superata.
Nessuno dei ns dovrà mai attaccare o aggredire gli autonomi, né però, dovrà
loro essere consentito il contrario.
A lungo termine bisogna realizzare una profonda revisione delle ideologie,
fino ricongiungersi con una visione della vita di un solo popolo che lotta.
Da Foglio d'ordini del 1978.
Si deve riconoscere agli autonomi una potenziale lotta antisistema. Concetti
come appropriazione, riprendiamoci la vita, rifiuto del lavoro, distruzione
della scuola, cavalcare la crisi, illegalità dell'ordine democratico
repubblicano, rifiuto dell'eldorado consumistico, raggiungono un livello che
è limitato soltanto dalla mancanza di consapevolezza del loro vero senso da
parte di chi li enuncia.

Terza posizione è volta a sovvertire il l'attuale assetto costituzionale e a
conquistare il potere mediante la creazione di un proprio modello si stato.
Lo scopo sarà raggiunto con una rivoluzione di popolo, che si attuerà
gradualmente e sarà preparata dall'attività di avanguardie le quali
costruiranno, all'interno delle scuole, dei quartieri, delle fabbriche e
delle campagne, le strutture idonee per educare il popolo e condurlo alla
rivoluzione.
La rivoluzione non è il passaggio da 1 ideologia all'altra, ma l'abbandono
di ogni principio ideologico come principio informatore di un'organizzazione
sociale.
Rivoluzione è la ricerca delle proprie radici e della propria libertà:
è, sul piano del sociale, affermazione di un popolo, inteso come unità
organica degli appartenenti alla stessa nazione che ha trovato con la comune
TRADIZIONE la propria identità e la capacità di creare cultura.
In questa prospettiva gli obiettivi di combattere sono i partiti (che nn
rappresentano il popolo ma dei meri interessi faziosi), i sindacati (che
usano i lavoratori per manovre interne al sistema), il capitalismo (che vede
l'uomo come produttore e consumatore di prodotti nocivi e superflui), il
socialismo marxista (che distrugge la cultura dei popoli, imponendo un
ideologia livellante), le multinazionali, le banche, le potenze economiche
(che condizionano la vita politica di un popolo per trarne sempre maggiori
guadagni), il terrorismo dei carceri speciali (che serve a criminalizzare
l'opposizione e ad isolarne la lotta).
L'obbiettivo da perseguire in campo internazionale è la lotta contro i due
imperialismi degli USA e URSS, contro il mercantilismo ed il sionismo.
Ne consegue il pieno appoggio a tutti i movimenti di liberazione nazionali,
che si battono per la salvaguardia delle proprie TRADIZIONI e contro le
aggressioni militari e le infiltrazioni economiche delle super potenze.
La perdita di identità di tutto il movimento neofascista, strumentalizzato
nelle grandi città da politici corrotti, lo ha reso incapace di elaborare
una strategia idonea alla lotta contro la democrazia liberticida.
Da ciò la considerazione che lo spontaneismo, legato all'azione in sé
stessa, momento di coagulazione di persone diverse, fosse l'unica logica
rivoluzionaria attualmente perseguibile, per nn essere coinvolti nel
fallimento, fino ad allora costante, di tutti i gruppi organizzati.
Falliti perché non riuscirono ad affermare che le gerarchie nascono sul
campo e non a tavolino!

Il potere ha cercato a tutti i costi di sostituire nelle ns mani la spada
con la pistola.
Lo abbiamo rifiutato anche nei fatti più tragici, non abbiamo voluto
rispondere alla morte con la morte. Abbiamo voluto rispondere con la vita.
Forse non siamo stati all'altezza, forse il compito era troppo arduo, ma il
nostro breve mattino è rimasto chiaro, luminoso, forse effimero, ma
significativo.
Noi abbiamo creduto nell'uomo nuovo, nel legionarismo, nella tradizione,
nella dedizione assoluta alla causa, nel sacrificio, nella fedeltà all'idea,
nel mondo migliore, e ancora ci crediamo!
Tutto il nostro era Amore: Amore per i fratelli, per la causa, per la nostra
terra per la quale abbiamo fatto figli migliori, e per i nostri figli per i
quali abbiamo creato un futuro migliore.
Amore per le nostre donne, le madri di un'umanità migliore e compagne di una
lotta dura e faticosa, difficile e viva.
Amore per la famiglia, per la razza, per una comunità a venire nella quale
non ci saranno estranei alla porta accanto.
Era speranza era ideale, era entusiasmo, era Amore, era RIVOLUZIONE
E la RIVOLUZIONE si sa è come il vento.NON LA SI PUO' FERMARE, LE SI PUO'
SOLO FARE PERDERE TEMPO.

Ammettendo pure che le opposizioni giovanili possano avere delle
responsabilità emotive ed indirette per ciò che riguarda i cosiddetti anni
di piombo, resta invariato il fatto che è lo stato, il potere in tutte le
sue componenti, l'animatore originario, il produttore delle cause dirette ed
indirette, il responsabile cosciente di tutto il sangue versato da chiunque,
in qualunque episodio di questa triste storia, in qualsivoglia schieramento.
Se noi abbiamo alimentato la speranza, essi hanno alimentato la
disperazione.

LOTTA DI POPOLO: rifiuto di ogni ideologia, costante e rigorosa analisi
geopolitica.
Il popolo è il motore della storia, solo la creazione di un Europa unita e
socialista può essere opera di un popolo che abbia unità di destino.
Soltanto la lotta popolare nei paesi oppressi dal capitalismo, imperialismo
e colonialismo culturale, sradicatore delle identità dei popoli, può aprire
spazi di indipendenza"...
Autore:Pedro

 

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