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09/11/2003 - GLI ULTRAS DI AVELLINO COMUNICANO

20 settembre 2OO3!!! Forse non tutti sanno che da quel sabato dannato, molto è cambiato nel nostro modo di   accettare la realtà. 21.09 Avellino-Napoli Un tifoso di diciannove anni che lotta tra la vita e la morte,un vicequestore che solo a tarda notte si è ripreso da un collasso cardiaco, oltre venti feriti.
Così all’indomani dall’accaduto, l’Ansa riportava il resoconto della cronaca dei fatti. Noi, “gli ultras”, ci siamo messi in discussione, ponendoci delle domande che oggi facciamo a voi:
E’ giusta la speculazione fatta indiscriminatamente un pò da tutti gli addetti ai lavori? … in particolare, cosa diciamo di quei “professionisti” quali i cronisti, che gia dalla sera stessa hanno ricamato invenzioni e favole, non proprio adeguate alle circostanze?  “giornalisti” che alle 21.30 di quella serata, non riuscivano più a contare i morti (3, 4 o 5 secondo loro) o i danni, (decantavano allarmati, della distruzione dell’ospedale Moscati, la devastazione di varie zone dalla città, casello autostradale inaccessibile per le varie intemperanze da parte degli ULTRAS napoletani, …ecc)
È’ onesto che tanti dei nostri “compaesani”, hanno atteso comunque all’interno dello stadio l’inizio dello “spettacolo”, (la partita) dopo quanto accaduto? Fermi ognuno al proprio posto fin oltre le 22 solo per consumare, fino all’ultimo, gli euro spesi per il tagliando della gara?
E’ legittimo che nel duemilatre accadano ancora cose simili e le colpe, le responsabilità e le cause vengano ricercate solo all’interno dei gruppi ULTRAS?
Parliamo della cultura di non comprare il biglietto, attribuibile a parecchi nostri connazionali: quanti varcano i cancelli con accrediti, tesserini e tanti altri mezzucci, per eludere i controlli; per poi fare la morale solo ai Napoletani? (solo sabato scorso, l’on. Nicola Mancino ha potuto permettersi di entrare in tribuna centrale a vedere Napoli-Torino, addirittura dopo che un giudice aveva imposto di giocarla a porte chiuse).
E’ conforme alla giustizia l'uso della repressione come unico mezzo per combattere la violenza negli stadi? Credete che nel ventunesimo secolo, solo con i manganelli impugnati al contrario, le diffide a raffica e arresti con flagranza differita si possa eliminare la violenza negli stadi? Abolendo anche i treni speciali e la vendita dei biglietti settore ospiti il giorno della gara!!! Siete certi che dopo le nuove e frettolose normative create all’indomani dell’ennesimo episodio sconsiderato, riusciranno ed eliminare o solo a limitare la violenza???
Aggiornamento del 22.09.2003   Fonte: ANSA     E' morto Sergio Ercolano, il ventenne tifoso del Napoli rimasto ferito gravemente sabato sera allo stadio Partenio di Avellino.  
A chi non ha avuto il rispetto per una giovane vita, non gli augureremo mai di ritrovarsi, come gli amici di Sergio: venti minuti divisi da un pezzo di cuore a causa di una porta di cui non si trovano le chiavi… VERGOGNA per chi si è chiesto se Sergio avesse il biglietto, fosse stato ultras, fosse stato napoletano o pregiudicato… a noi non ha importato, ma ci è dispiaciuto, (non da ultras, ne da tifosi o sportivi, ma da UOMINI),  perché ancora una volta per una partita di calcio, si è spenta una vita.
Non ci attendiamo delle repliche, perché “chi ha fatto il soldato sa che tutte le domande non possono avere una risposta”, ma pretendiamo solo ciò che meritiamo: il RISPETTO. Sappiamo che il nostro modo di vedere le cose non è condiviso, ma crediamo che sia una delle ultime espressioni pulite e coerenti del mondo-calcio, noi amiamo la maglia, non i singoli giocatori; non siamo mai stati FILOSOCIETARI e mai lo saremo. Non rientreremo mai nelle righe in cui qualcuno ci vuole: nella migliore delle ipotesi davanti un televisore, dopo aver acquistato un decoder. Noi, GLI ULTRAS, dei nostri sacrifici non vogliamo essere gratificati da nessuno, ma vorremmo che nella testa di tutti, si sapesse quale differenza passa tra tifoso ed ultras, Qui sembra, che la serie B conquistata lo scorso anno sia da attribuire a tutti i tifosi. Beh noi non lo crediamo, non ci vogliamo stare. Quella maglietta verde la sentiamo più nostra, rispetto a tutti coloro che seguono l’AVELLINO o vengono in trasferta solo quando le cose vanno bene, (vedi lo scorso anno a Pescara, L’Aquila o Crotone per esempio).
La maglia col lupo ricamato sul petto è nostra che in sette anni di C, l’abbiamo difesa in ogni stadio, dalla Sicilia alla Sardegna, è nostra che sopportiamo angherie di tutti i tipi, è nostra, degli ultras che sono accostati a mafiosi o camorristi, è di chi la settimana prima della trasferta viene spacciato per tirchio, solo perché deve mettere da parte gli euro per il viaggio, è di tutti i ragazzi che sono stati diffidati, insomma crediamo in ciò che gridiamo “l’Avellino siamo noi”, pronti a pagare qualsiasi conseguenza, per il nostro modo di AMARE le nostre tradizioni e i nostri valori, figlie di una terra: “l’IRPINIA” che noi incarniamo in questi colori.
Per tutto ciò, alla fine è inutile chiedervi se ci siano contrasti tra chi ha deciso di seguire le gare interne dal piano inferiore e chi e rimasto nel secondo anello, una mezza risposta ve l’abbiamo data con questo foglio. A scanso di equivoci, se la Sud è in questo stato, è per una decisione presa di comune accordo tra i gruppi, in seguito a quel maledetto sabato; consapevoli che parecchi in curva non si meritano un cazzo da parte nostra, soprattutto quanti criticarono quella quarantina di bianco-verdi che quella sera scesero in campo per supplire ad un dato di fatto a cui nessuno ha dato il giusto risalto: quella sera, in quel momento all’interno del rettangolo verde, in uno Stato di Diritto, nel 2003, NON E’ STATO GARANTITO L’ORDINE PUBBLICO, quindi inutile ricercare colpe e responsabilità solo tra gli “ultras”, dubitiamo sull’utilità delle diffide elargite ai tifosi Irpini per quella serata. Appurato che “i benpensanti” non si meritano una curva ai livelli dove era arrivata, dopo tanti NOSTRI sacrifici, lo stato di cose resterà tale nella Sud fin quando lo vogliamo.
Il suggerimento è di adempiere ognuno al meglio al proprio ruolo, non ci piacciono i tifosi che si travestono da tecnici, come i presidenti e consulenti che riescono a scoreggiare dalla bocca su ogni argomento, vedi Tedeschi che ha proposto in lega di non far andare più i tifosi in trasferta, (le sue idee rispecchiano le sue opere, la strada Bonatti, dopo solo qualche anno già cade a pezzi), vi salutiamo ricordando alle forze di polizia che “non serve diffidare… chi nasce ULTRAS morirà tale”.

Autore:Roberto

 

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